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Dottori sempre più connessi e al lavoro sui social

Quì a Segretariaincloud.it ci accorgiamo ogni giorno che i dottori più giovani sono avezzi a vivere in rete e non solo in corsia 🙂

Certo non c’è ancora nulla che sostituisca il contatto diretto, imprescindibile, ma l’evoluzione in atto è un segno del mutamento delle professioni e i medici si adeguano ai tempi che corrono.

I camici bianchi per cui rispondiamo al telefono usano whatsapp per ricevere analisi ed esami dai pazienti e stanno su Facebook e Instagram per condividere info utili e rispondere ai loro dubbi.

«Il medico trentenne è un professionista in grado di combinare la pratica medica con lo sviluppo tecnologico e l’attività imprenditoriale», dice Carola Salvato di Havas Life, società che si occupa di comunicazione in ambito medico/sanitario.

L’agenzia, in collaborazione con Ipsos, ha realizzato un’indagine tra i giovani specialisti. La ricerca ha coinvolto 152 medici millennials (età media 31 anni), con lo scopo di identificare comportamenti che avranno un impatto sullo sviluppo della medicina del futuro (quella dei nati negli anni Ottanta e diventati maggiorenni nel 2000 è una generazione che capisce il digitale).

L’84% degli interpellati trascorre più di un’ora al giorno su internet. Navigano attraverso device mobili (smartphone, portatili, tablet e molto poco col PC fisso). Inevitabile la presenza sui social network: appena il 7% non ha un profilo social.

I millennial non hanno dubbi: la tecnologia cambierà la relazione dottore – paziente. Il tempo dedicato al dialogo resterà importante ma, soprattutto per i dottori non ancora specializzati, è forte la convinzione che dare ai pazienti la possibilità di avere accesso con continuità e ovunque si trovino a contenuti e servizi dedicati li renderà interlocutori più consapevoli.

Cruciale rimarrà la figura del medico di base, sempre più chiamato a limitare gli accessi alle strutture ospedaliere.

I medici più giovani ritengono insomma che il futuro del mondo della salute sarà sempre più incentrato su scienza (per le decisioni di trattamento) e tecnologia (come semplificatore della pratica clinica, comunicazioni al volo, monitoraggio dei dati clinici e agevolazione dell’aderenza del paziente alle terapie).

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Noi che in remoto gli fissiamo visite in calendario (senza buchi) e gli notifichiamo istantaneamente ogni richiesta dei pazienti via App Android e iOS, beh… lo vediamo ogni giorno 🙂

 

segretaria virtualeAutore: Il team di Segretariaincloud offre servizi di assistenza per privati, imprenditori, liberi professionisti e startupper. Dalla segretaria telefonica virtuale (90% più conveniente di quella tradizionale perchè abbatti i costi fissi!) che risponde a distanza a tutte le tue chiamate dalle h. 9 alle 19 notificandoti via App sms o email, allo sviluppo del business online con tutte le tecniche del Web Marketing moderno (SEO, search marketing, campagne banner, pay per click, social media marketing, spider web e direct email marketing).

Privacy, cosa cambia con il Gdpr

Da oggi è in vigore il general data protection regulation, il nuovo regolamento sulla protezione dati che si applicherà a tutte le informazioni elaborate in Europa o da aziende insediate nella Ue. Hanno intasato la posta anche a te? 🙂

Ecco le novità principali in breve:

  • ogni impresa designa un «responsabile protezione dati» (art. 37) a cui potete rompere in ogni momento;
  • per accedere ai tuoi dati personali, l’impresa chiede il consenso con un linguaggio semplice e chiaro (art. 7) e spiega bene perché e a quale fine li utilizzerà (art. 13);
  • l’impresa è tenuta a dirti per quanto tempo custodirà i tuoi dati;
  • diritto all’oblio (art. 15), cioè devi poterti cancellare;
  • diritto di rettifica (art. 16);
  • diritto alla portabilità dei dati (art. 20): puoi chiederci l’invio di un file con tutte le tue info per passare magari al concorrente;
  • se «bucano» il sito (data breach) l’impresa lo deve comunicare al garante della privacy (chiamando 06.696771 a Piazza di Monte Citorio 121 Roma o con mail a garante@gpdp.it) entro 72 ore «a meno che sia improbabile che la violazione dei dati personali presenti un rischio per i diritti e le libertà delle persone fisiche». Multe fino a €10m senza adeguata cura dei dati. In teoria, stop a scandali come Cambridge Analytica (Facebook ha indirettamente sponsorizzato la campagna elettorale di Trump), violazione del 2015 confessata nel 2018 😦
  • art. 80, possibilità di avviare class action per farti rimborsare.

Il team di Segretariaincloud.it rispetta già queste regole da tempo, come norma di buona autocondotta (ad esempio cancelliamo sempre tutti i dati dei tuoi chiamanti oltre i 3 mesi dal giorno corrente per evitare leak). Dopotutto ti facciamo da segretaria, a volte siamo finanche il tuo braccio destro, quindi la fiducia è tutto.

Piuttosto, siccome le nostre segretarie ricevono spesso chiamate di telemarketing dirette a te e ogni volta riagganciamo subito chiedendo di cancellarci dai registri e non richiamare più (non fa piacere nemmeno a noi essere bombardati inutilmente), mi domando: “non dovrebbero avere adesso il vostro consenso esplicito prima di chiamarti? Dopo tutto chi invia per esempio newsletter sta mandando mail a raffica per avere il consenso a continuare”. Consiglio per le autorità italiane: create 1 pagina web (manuale) e 1 api (automatico) perchè i cittadini e le imprese come le nostre possano trasmettervi anche solo con 1 pulsante ogni numero che fa telemarketing, 1 volta al mese interrogate il database e fate pagare penali progressive ai titolari dei numeri più ricorrenti. Sarebbe così facile se lo voleste…

Il primo a dover essere multato stamane? Il governo italiano (link da Il Fatto Quotidiano, guardare il video per credere) che è già stato derubato di milioni di dati utente nel nuovo sito nazionale implementato da Infocamere e dedicato alle imprese.

Cmq una buona legge in ogni caso, anche il New York Times stamane plaude all’Europa che “enacts the world’s toughest rules to protect people’s online data“.

 

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Gli strumenti di sincronizzazione di Segretaria In Cloud

Il working from home si sta diffondendo sempre di più nelle professioni in cui è possibile la gestione di un progetto da remoto.

Dove non c’è necessità, per gli addetti ai lavori, di essere presenti nello stesso momento e nello stesso posto, c’è spazio per il lavoro a distanza.

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Working from home significa non compresenza ma altissima sincronizzazione fra le varie teste del progetto. Tutti devono sapere tutto e tutto deve essere visibile a tutti. È necessario avere uno sguardo panoramico sull’intero progetto e, allo stesso tempo, guardarlo da vicino, seguendone ogni parte.

Segretaria In Cloud è il servizio di segretariato a distanza che permette a professionisti ed aziende di avere una segretaria a supporto della gestione del day by day, come se fosse presente in ufficio. Il team riceve le chiamate per inoltro e ne invia un report in tempo reale al cliente, via App mail e/o sms.

Grazie alla tecnologia odierna, che ci aiuta a ridurre le distanza, riuscendo anche ad azzerarle, gli strumenti che si hanno a disposizione per il working from home sono molteplici.

Vediamo alcuni di quelli integrati nella piattaforma di Segretaria In Cloud.

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Ogni evento inserito o modifica vengono visualizzati in tempo reale e non c’è limite al numero di utenti che possono accedere contemporaneamente al calendario.

Agli eventi creati può essere invitato chiunque e l’invito viene notificato comodamente via mail.

Per ogni appuntamento si possono inserire note e mappe.

Si può scegliere fra diversi tipi di visualizzazione degli eventi: giornaliera, settimanale, mensile.

Una volta che si inizia a usarlo, difficilmente se ne può fare a meno.

  • Condivisione rubrica: a contatto con i contatti

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Basta un click e tutta la rubrica del cliente è visibile a tutte le segretarie. Grazie all’app di Segretaria In Cloud, disponibile sia per iOS che per Android, ogni contatto viene condiviso in modo facile e immediato, ed è anche possibile evidenziare i contatti VIP, ossia coloro che devono ricevere dal team un “trattamento speciale” o per i quali non è previsto il solito protocollo di gestione (inoltro automatico al cliente).

  • Gmail: un account unico per tutti

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Altro strumento di sincronizzazione usato dal team di Segretaria In Cloud è Gmail. C’è un account unico per tutte le segretarie, le quali possono visualizzare tutte le comunicazioni che transitano via posta elettronica. Questo sempre in nome della totale visibilità a tutti.

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Oltre a Gmail e Google Calendar, lo staff ha la possibilità di utilizzare tutti gli strumenti Google, fra cui Google Drive. Lì vengono salvati i documenti importanti, ai quali si può attingere in ogni momento e da qualunque dispositivo.

  • Chrome

Lato team, il browser utilizzato è sempre e solo Chrome all’ultima versione. Questa scelta non è dettata solo dalla volontà di uniformare la gestione di eventuali bug o conflitti tecnici, ma dal fatto che l’infrastruttura stessa in tempo reale con i clienti ed alcune funzionalità avanzate di comunicazione fra i componenti del team (WebRTC, indispensabile per parlarsi e vedersi tra segretarie a distanza come se si fosse allo stesso tavolo) sono possibili solo grazie a questo browser.

Questi strumenti migliorano notevolmente la qualità del lavoro e accorciano drasticamente le distanze, che è uno dei principi fondanti del servizio.

 

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Autore: Sara Guidi Colombi fa la copywriter. Ha lavorato nelle agenzie di pubblicità di Milano, ha però scoperto anche una propensione verso l’area commerciale e si impegna a dettagliare il servizio della segretaria virtuale ai molti professionisti (avvocati, medici, artigiani, ecc.) che preferiscono focalizzarsi sul lavoro, incaricando noi di prendere le chiamate in modo “scientifico“.

 

 

Biovegano

Gelato bio vegano

È 1 mese che non aggiorno più il blog, perchè stiamo migliorando senza sosta il software di Segretariaincloud.it:

  • post-it virtuali gialli a browser;
  • automatizzazioni nel riconoscimento del numero chiamante in rubrica e storico chiamate;
  • chiamate in stile skype ma all’interno della piattaforma di modo che le segretarie del nostro team siano efficaci e veloci nel comunicarsi subito novità riguardanti la tua operatività;
  • aggiornamenti per la sicurezza dell’App Android e iOS;

Lo ammetto: non riesco più a trovare il tempo di pubblicare sul blog con regolarità 😦

Ma oggi, visto che ricevo quasi ogni giorno una mail dalla sua newsletter, ti parlerò di Andrea Tonacchera di b2binternationalgroup.com

Andrea è un signore della vecchia guardia (spero non si offenda) che fa marketing e invia un sacco di mail.

Molte aziende preferiscono farlo solo il venerdi h. 16, quando chi lavora su Internet chiude inconsciamente la settimana e si trova un’ora per leggere e formarsi.

Lui, no. Ti martella dal lunedì!

Andrea non entra mai nel tecnico come farei io, ma usa un linguaggio molto semplice per spiegare:

  • perchè il gelato bio e vegano vende più di quello tradizionale, quando ci sono molte gelaterie vicino (specializzati e segmenta il tuo mercato in lead qualificati);
  • perchè Pippo Baudo a 80 anni è il prodotto ideale per Domenica In (target);
  • perchè la Raggi a Roma scarterebbe il CV di Bill Gates;
  • perché le riviste di settore o le brochure non generano più un lead;
  • perchè chi fa ripetizioni di greco a domicilio non deve avere paura di alzare i prezzi;
  • perchè il bravo fungaiolo (venditore) non deve CERCARE funghi (compito del marketing) ma deve COGLIERE i funghi;
  • perchè il titolo della mail che “si fa aprire” vince, anche se è brutto, e l’altro perde, anche se è bello (con buona pace delle lezioni di copywriting ed email marketing);
  • perchè un “teaser” deve precedere la Call-To-Action (non sprecare troppe energie a qualificare un lead);
  • perchè ogni business, per quanto ben progettato e avviato, è un secchio con dei buchi e tutto sta ad accettarlo e a tapparli;
  • perchè il marketing senza tecnologia non esiste più (prova a concatenare un PayPerClick, un software per creare landing page, e un autoresponder, tutto in un funnel).

Andrea, lo ammetto. Sei molto bravo a spiegare questi concetti e dovrei imparare da te come comunicare meglio alle persone, ma ho sempre questa sensazione italica del tutti ormai sanno già cosa fare ma tanto non lo fanno lo stesso.

Ecco, io preferisco fare le cose. Tu, invece, ti sei preso il lavoro ingrato di convincere la gente a farlo fare, da gente come me.

Strategie di prodotto, scelta del target, posizionamento, strategie e tecniche di lead generation, di conversione dei lead, di vendita, di fidelizzazione dei clienti, di monetizzazione. Temi fondamentali per il successo del business di chi legge.

 

authorAutore: Johnny T. è sviluppatore full-stack, seo, copywriter e specialista in marketing web. In aggiunta a creare interfacce user-friendly come spediamo.it e smartfix.it ed a lanciare progetti come la segretaria virtuale, Johnny si diverte a leggere libri eccezionali e a pensare di avere ancora del tempo libero. Contattalo su LinkedIn.

growth hacking

Più di una segretaria…

Fra i nostri clienti non ci sono solo Dottori e Avvocati che contano già su una clientela fidelizzata, ma spesso ci sono anche fragili start-up.

E noi non ti lesiniamo mai consigli su come crescere, perchè è anche nostro interesse che il tuo business prosperi e ricevi molte chiamate 🙂

A volte, però, non ci ascolti abbastanza.

Il mese scorso si è iscritto gustodicaffe.it, un sito che vende cialde e capsule per tutte le marche a ottimi prezzi. Siccome Sara e Isabella si sono accorte che le chiamate erano sporadiche, mi sono offerto di fargli un’analisi gratuita del sito. L’imprenditore aveva curato poco il web e aveva giusto tentato un massiccio volantinaggio di città. Ora, per chi è del mestiere come me, è immediato vedere cosa non va: struttura dei link sballata per cui i motori non scansionano, keyword non calibrate nè diversificate a sufficienza, nessun backlink, ecc.

Il problema è che, quando avvii un progetto, devi avere in mente un piano sul lungo periodo. Basta un budget minimo e saperlo allocare, ma dimentica le iniziative una tantum e cerca la continuità nel tempo:

  1. punta ad un numero minimo di visite organiche ogni mese che ti faccia guadagnare subito (altrimenti il 2% di conversione di zero visite è zero), sapevi che puoi conoscere questo numero in anticipo?
  2. sai cos’è un growth hacker? è uno come me o quelli del mio team, scansioniamo enormi banche dati in cerca di contatti (email, cellulari e telefoni) e poi avviamo campagne di lunga durata con newsletter, whatsapp e fax periodici.

Non esitare a chiederci aiuto. Scommettiamo che alla fine si accorgeranno di te?

 

authorAutore: Johnny T. è sviluppatore full-stack, seo, copywriter e specialista in marketing web. In aggiunta a creare interfacce user-friendly come spediamo.it e smartfix.it ed a lanciare progetti come la segretaria virtuale, Johnny si diverte a leggere libri eccezionali e a pensare di avere ancora del tempo libero. Contattalo su LinkedIn.

Le migliori 100 startup italiane dell’anno

Dopo ore, ce l’ho fatta. Estrapolato da fonte StartupItalia! Open Summit #SIOS15 e arricchito di link e dettagli. Alcune di loro non fanno molto in termini di growth hacking e questo è un peccato.

1. Cocontest (2011), srl, Filippo Schiano di Pepe + fratello Federico e Alessandro Rossi, programma di accelerazione 500 Startups. Servizio di crowdsourcing per chi deve arredare o ristrutturare casa o ufficio, mettendo in collegamento clienti e architetti attraverso contest pubblico.

2. Musement (2013), srl, Fabio Zecchini, Alessandro Petazzi, Claudio Bellinzona, Paolo Giulini. Round con IAG, P101, 360 Capital Partners e Micheli Associati. App per info su attività/eventi in musei  e attrazioni.

3. Eboox (2011), srl, Marco Magnocavallo (exit 2010 Blogo per €6m), round €1m con P101 e Club Digitale. Piattaforma con diversi negozi virtuali (es. Tannico).

4. Prestiamoci (2008), spa, scuderia Digital Magics. Prestiti tra privati.

5. Wise Nero (2011), srl, Luca Ravagnan. Generazione di elettrodi per neuro-modulazione/monitoraggio per curare il dolore cronico e monitorare l’epilessia nella fase di pre-chirurgia.

6. Growish (2012), srl, Claudio Cubito. Piattaforma collegata a Mango Pay per la raccolta di denaro e invio di somme ad altri conti correnti (es. collette o organizzare acquisti di gruppo senza passare per Paypal).

7. VisLab (2010), srl, comprata da Ambarella Inc (Nasdaq) per €30m. È la concorrente di Google Car.

8. Pathflow (2013), srl, in prova in alcuni negozi. Servizio per conoscere più precisamente il comportamento dei loro clienti (telecamere di sorveglianza x tracciare movimenti, flussi di entrata e uscita, ecc.; incrocio con dati dei registri di cassa).

9. Jusp (2012), spa, Jacopo Vanetti e Giuseppe Saponaro. Lettore di carte da attaccare agli smartphone per permettere ad esercenti e professionisti di accettare pagamenti diversi dal contante senza il classico Pos (commissione 2.5% più economica?). Non si limita a gestire pagamenti ma anche servizi accessori (attivazione promozioni o realizzazione database). NEWS: già in liquidazione dal 2017.

10. Geneta Science (2014), Luigi Naldini e Pierluigi Paracchi (fondo Quantica Sgr), round €10m. Inserimento di un gene con capacità terapeutiche nelle cellule staminali che conduce l’organismo a creare una proteina con proprietà antitumorali, oltrechè per la sua tossicità.

11. Fatture in Cloud (2013), srls, Daniele Ratti, da 17k a 45k utenti in 1 anno, fatturato €200k il 1° anno, punta a €500k per il 2° (cessione 51% a Team System, il cui fatturato atteso 2015 è €260m, leader in Italia per gestionali di contabilità e 40% del mercato commercialisti).

12. Depop, Ltd, Simon Beckerman, H-farm. Social network per comprare e vendere direttamente dal telefono (scatti la foto di ciò che vuoi vendere e il gioco è fatto).

12. Brandon (2012), srl, Paola Marzario, fatturato previsto 2015 €4m. Seleziona brand italiani noti o ad alto potenziale per gestirne le campagne di vendita sui siti di e-commerce nel mondo.

13. Lovethesign (2012), spa, Laura Angius, Simone Panfilo e Vincenzo Cannata, round €4m con fondo United Ventures + investitori privati design e moda. Ecommerce di arredamento italiano.

14. Soundreef, Ltd, Daniele d’Atri, round €3.5m con LVenture e Vam Investment. Gestisce copyright e royalties per gli autori garantendo pagamenti più rapidi rispetto alla Siae.

15. Drexcode (2014), srl, Federica Storace e Valeria Cambrea, round €500k + €500k con Innogest SGR, LigurCapital, LVenture Group e Fashion 22. Piattaforma online di noleggio di abiti di lusso.

16. Watly, €50k a Premio G. Marzotto 2015. Depuratore d’acqua solare che purifica l’acqua da qualsiasi fonte di contaminazione senza l’uso di filtri o membrane, generando energia e permettendo connettività internet.

17. Solwa (2012), srl, Paolo Franceschetti, premio G. Marzotto 2014, comprata da Gruppo Santex. DryWa essicca i fanghi di scarto trasformandoli in fonte di energia rinnovabile. Anche moduli che rendono potabile l’acqua salata grazie all’energia solare.

18. HelloFood (2009 o 2012?), srl, Christian Sarcuni, ex Pizzabo, comprata da Rocket Internet per €5m –  €55m. Fa consegna di pizze (e non solo) a domicilio.

19. MoneyFarm (2011), spa, Giovanni Daprà, Paolo Galvani e Andrea Scarso. 15k utenti e round €4m + €16m con fondo Cabot Square Capital e United Ventures. Aiuta a pianificare e gestire investimenti.

20. DoveConviene (2012), srl, Alessandro Palmieri e Stefano Portu, 7m utenti e round €5.2m con Principia Sgr, 360 Capital Partners e Merifin Capital + €10m con Highland Capital Partners Europe. Permette di sfogliare 20 milioni di volantini e cataloghi georeferenziati su ogni device.

21. SpazioDati (2012), srl, Gabriele Antonelli, round €3m Web Summit Dublino + €280k da TrentoRise e Camera di Commercio di Pisa + €600k da finanziamenti it/eu + €1.3m Cerved Group. Dandelion.eu ha oltre 1k utenti , 20 dipendenti di 4 nazionalità.

22. CalBatt (2012), srl, Gregorio Cappuccino e Francesco Amoroso, spin-off Università della Calabria. Tecnologia per aumentare al 15% l’efficienza dei sistemi di accumulo da fonti rinnovabili e di ricarica dei veicoli elettrici, abbattendo i costi in bolletta per gli utenti e facilitando la rapida integrazione delle batterie in una rete elettrica intelligente e ricca di energia pulita.

23. Satispay (2014), spa, Alberto Dalmasso, round €5.5m + €3m. Consente con app di inviare soldi da uno smartphone all’altro. P.S. Su Repubblica, un articolo di settore.

25. Talent Garden (2011), Davide Dattoli, 28% comprato da Digital Magics. Uffici di coworking.

26. S-Peek (2009), srl, Mattia Ciprian e Valentino Pediroda di modeFinance (Area Science Park). App e agenzia di rating per valutare la salute di aziende.

28. Sardex (2009), srl, Carlo Mancosu e altri soci. Circuito di scambio di beni e servizi per più di 2600 imprese, senza utilizzare la moneta corrente ma una valuta alternativa (€31m di prodotti “venduti” nel 2015).

29. Scloby (2013), srl, Francesco Medda, 150 clienti e 12 dipendenti. Archivia il registratore di cassa, creando un ambiente cloud che consente all’esercente di gestire in mobilità tutte le operazioni legate alle cassa e di attivare una serie di funzioni aggiuntive come carte fedeltà, promozioni o acquisti online.

30. Sellf (2013), srl, Diego Pizzocaro, round €1m con H-Farm, Club Italia Investimenti 2, Banca Intesa (fondo Atlante Ventures) e P101 + €100k dal bando Fiware Impact. App che migliora le attività di business di piccoli imprenditori e dei freelance (l’utente si registra, inserisce i suoi obiettivi di vendite/fatturato e li monitora costantemente).

31. Solo (2014), srl, Edoardo Raimondi, Orlando Merone, Francesco Arnone e Roberto Ungaro, partecipata da Digital Magics. Sostituisce la macchinetta del Pos con il Pos virtuale: al momento del pagamento, l’esercente invia un link che porta alla sua pagina personale dalla quale il cliente può pagare con carta di credito o di debito. Lo scorso ottobre Solo ha firmato un accordo con il Gruppo Uvet per entrare in oltre 1.300 agenzie turistiche del network.

32. Codemotion, in 4 paesi ma in espansione, organizza conferenze e workshop in Europa di diffusione delle conoscenze tecniche legate alla programmazione, grazie ad una rete di 30k sviluppatori e tutor.

33. Oil ProjectMarco De Rossi, 1.1m di utenti, round €200k con Tim Ventures + €300k con Tim Ventures, Club Italia Investimenti 2 e Club Digitale. È una scuola online per l’e-learning e l’apprendimento di tutte le materie.

34. Buzz My Videos (2015), Ltd, Paola Marinone. Monetizzare il lavoro di tanti youtubers, offrendogli un programma di partnership che prevede un’offerta di servizi e programmi di formazione specifici rivolti sia a migliorare la qualità dei loro contenuti video sia ad aumentarne la visibilità.

35. Mosaicoon (2010), spa, Parodi Giusino, round €3m con Vertis Venture e Atlante Venture. È una piattaforma web che aiuta i brand a pubblicare autonomamente video da far diventare virali (idea, produzione, distribuzione).

36. Musicraiser (2012), srl, Giovanni Gulino e Tania Varuni, round €2.1m. Crowdfunding musicale (finanziato oltre 600 progetti, 70% obiettivi raggiunti).

37. Musixmatch (2011), spa, Max Ciociola, Gianluca Delli Carri, Francesco Delfino, Giuseppe Costantino e Valerio Pasolini, round 2014 + €5m 2015 con P101, United Ventures, Paolo Basilico (ceo Kairos Partner) e Roberto Condulmari. Il più grande DB al mondo di testi per canzoni, sincronizza la tua musica preferita con i testi delle canzoni. P.S. partnership Spotify, 30m utenti, 7m testi in 38 lingue.

38. Nextwin (2014), srl, programma di accelerazione di Luiss Enlabs, round €60m con LVenture. Piattaforma per unire gli sportivi con la passione per le scommesse: compili schedina, segui gli altri utenti, e hai a disposizione statistiche sempre aggiornate.

39. Sounday (2009), srl, Giuseppe Ravello, Gianluca Perrelli e Eugenio Caserini. Crescita dal 2013, round €2m con Principia SGR. 20 dipendenti, fatturato 2015 €4m con acquisito tecnologia Soundtracker. Piattaforma per chi gestisce un progetto musicale: artisti, etichette o manager. Raccoglie i contenuti digitali e permette all’utente di gestirli come preferisce, consegnando i contenuti sui vari canali di distribuzione, come iTunes, Amazon, Spotify.

40. Spreaker (2010), inc, Francesco Baschieri. Permette a chiunque di trasformarsi in dj radiofonico con web o smartphone. La piattaforma ospita e distribuisce i contenuti audio (podcast, show) che registri.

41. Viralize (2013), srl, Marco Paolieri, Maurizio Sambati e Ugo Vespier, Nana Bianca. Ottimizza la pubblicità tramite video su desktop, smartphone e tablet. Nuova tecnologia 2015 per l’autoplay dei video su mobile.

42. Cortilia (2011), srl, Marco Porcaro, fondi complessivi €2.5m. È il primo ecommerce di prodotti alimentari locali, cioè a filiera corta.

43. Foodscovery (2013), srl, Fabio di Gioia e Mario Sorbo. Come Cortilia, ma per food di alta qualità. La piattaforma seleziona i produttori e ne gestisce la promozione online.

44. MiSiedo (2011), srl, H-Farm, realizzata in collaborazione con 2night. È un servizio real time di prenotazione tavoli per i migliori ristoranti in Italia. I clienti prenotano via web o smartphone, mentre i ristoratori monitorano le prenotazioni con app iPad.

45. New Gluten World (2014), spinoff Università di Foggia. Tecnologia che produce pane, pasta e prodotti da forno a base di farina detossificata delle proteine del glutine.

46. Spotonway (2014), srl. Piattaforma web e app che consente con una card per tutte le attività di fidelizzare e acquisire nuovi clienti (strutturazione del programma fedeltà digitalizzato).

47. Supermercato24 (2015), srl, Enrico Pandian, seed €360k al360by360. In 58 città, si occupa di consegnare la spesa a domicilio (anche food delivery coi panini di Burger King).

48. wineOwine (2014), srl, Federico Laurentino De Cerchio ed Eros Durante, €360k da Luiss Enlabs e business angel italiani e stranieri. Piattaforma per la vendita online di vini introvabili che seleziona tra le piccole cantine.

49. Faceit (2012), ltd, Niccolo Maisto, Alessandro Avallone e Michele Attisani. Round $2m con United Ventures. Offre tornei di gaming online e competizioni mensili (1.5m utenti, 2m/m visitatori unici per tot 5m/m di game session, fatturato che viene da 30m sottoscrittori mensili che pagano una quota 5-12€).

50. GamePix (2013), srl, Justine Silipo, Valerio Pullano ed Edouard Wawra, investimenti da Microsoft e Nokia per la versione mobile.

51. IndieGala (2011), srl, Riccardo Rosapepe. Vende pacchetti di videogiochi per pc: un utente si registra e noleggia le licenze per giocare per un determinato periodo di tempo (3m di utenti registrati, 1m/m di utenti attivi, ranking tra i 5 maggiori siti web al mondo specializzati in vendita videogiochi a pacchetto).

52. Mangatar (2012), srl, Andrea Postiglione, Raffaele Gaito, Enrico Rossomando, Alfredo Postiglione e Michele Criscuolo. 2 round €1.1m, 1° €200k grazie a dPixel. Rilascio del 1° titolo “Mangatar Saga”, dove i giocatori possono creare i propri avatar scegliendo le caratteristiche del proprio genere manga preferito (8m di avatar generati in 1 anno).

53. Spinvector (2011), spa, Giovanni Caturano, €2m con fondo AVM. Videogiochi, ambienti immersivi e life-size games (Bang! e PartyParty).

54. Alyt (2013), inc, Luca Gaetano Capula, Alessandro Monticone, Mirko Bretto, Simone Janin e Riccardo Mazzurco. Sede in Silicon Valley, clienti Wind, MegaFon e Vodafone. $115k a Indiegogo 2014. È un sistema di gestione domotica basato su Android capace di interfacciarsi con quasi tutti i dispositivi wireless esistenti al mondo.

55. ArchondronicsDavide Venturelli e Roberto Navoni. Applica la robotica ai droni e sviluppa droni sentinella e sistemi di sicurezza.

56. Athonet (2012), srl, Gianluca Verin e Karim El Malk. Accordi con Nokia, Airbus, Enel. Sviluppo di sistemi avanzati per telecomunicazioni mobili.

57. D-Orbit (2011), inc, Luca Rossettini, round €1.83m 2015 con Club degli Investitori, Como Venture e TTVenture. Dispositivo che permette di rimuovere i satelliti dallo spazio alla fine del loro ciclo di vita e ricondurli a terra.

58. Greenrail (2013), srl, Giovanni De Lisi. Rifiutato €1m a Fabio Cannavale di Shark Tank in cambio del 20% di quote. Fa traverse ferroviarie eco-sostenibili, usate anche dalla metropolitana di Londra, realizzate in parte con plastica riciclata e gomma ottenuta da pneumatici fuori uso.

59. Olo 3D, inc, Pietro Gabriele e Filippo Moroni di Solido 3D (rapid prototyping e digital fabrication). È la prima stampante 3D per smartphone.

60. Orange Fiber (2014), srl, Adriana Santanocito e Enrica Arena. Sviluppa filati innovativi e vitaminici dagli agrumi (700k/a di tonnellate di sottoprodotto che l’industria di trasformazione agrumicola italiana produce annualmente), obiettivo creare un tessuto sostenibile e cosmetico per i brand di moda.

61. Sharebot (2013), srl. Sviluppa e produce tecnologia per il mondo 3D. Es. di prodotti: Kiwi-3D (Kit e assemblata), XXL, Voyager e SnowWhite.

62. Wasp (2012), srl, Massimo Moretti. Sviluppo della stampa 3D con filosofia open-source. Prodotti: Power Wasp (stampante 3D che sa fresare), Delta Wasp e BigDelta (alta 12 metri, realizza case).

63. Filo (2014), srl, Giorgio Sadolfi, Lapo Ceccherelli, Roberta Alessandrini e Stefania De Roberto. Programma di accelerazione Luiss EnLabs, round €500k con LVenture Group e altri investitori privati. Dispositivo che aiuta a tenere sotto controllo gli oggetti personali più importanti.

64. Angiodroid (2013), srl. Round €900k con Zernike Meta Ventures e IAG + round €1.5m con le 2 stesse più Innogest. Progetta, produce e vende iniettori che utilizzano l’anidride carbonica come mezzo di contrasto in angiografia.

65. Empatica (2011), inc, Matteo Lai, round $2m da angel italiani e americani. Produce wearable medicali, come Embrace il braccialetto più piccolo in commercio per l’acquisizione di segnali fisiologici per la ricerca clinica, nella vita quotidiana (es. malati di epilessia).

66. Oncoxx Biotech (2011), srl, Saverio Alberti con partnership tra ricerca universitaria, strutture ospedaliere e imprenditori privati. Round €1m 2014 con FIRA. Programma di ingegnerizzazione di due anticorpi che stanno alla base di una nuova cura anti-cancro (oncologia).

67. Scent (2015), Cesare Malagù, Nicola Landini e 8 ricercatori. €300k al Premio Marzotto. Dispositivo che individua con uno screening preventivo un certo tipo di tumori.

68. TES Pharma (2010), prof. Roberto Pellicciari, Janet Robertson, Antonio Macchiarulo e Antimo Gioiello. Fatturato oltre €1m. Unisce tecnologie avanzate e ricerca in laboratorio con lo scopo di trovare nuove soluzioni farmaceutiche mirate alla cura di malattie del metabolismo e nell’oncologia.

69. CharityStars (2013), ltd, Francesco Nazari Fusetti, Manuela Ravalli e Domenico Gravagno. €360k da 360by360 + Fabriq (bando Comune di Milano) + round €1m con 7 business angel e Banca Intesa. Mette all’asta oggetti ed esperienze con celebrità e aziende a sostegno del settore non profit come Fondazione Telethon, Save the Children, Emergency.

70. Pedius (2013), srl, Lorenzo Di Ciaccio, €25k con Working Capital. App che libera chi ha problemi di udito dalla necessità di affidare i propri messaggi a degli intermediari, con una tecnologia di riconoscimento vocale che trasforma i suoni in testo e viceversa, già integrata nei call center Telecom.

71. Qurami (2012), Roberto Macina, round €100k con Lventure Group, incubato LUISS EnLabs, altri finanziamenti da fondi e business angel. App che rivoluziona le code negli uffici: basta prenotarsi per conoscere in tempo reale il numero esatto di persone che ci precedono e il tempo di attesa stimato. Ha stretto collaborazioni con importanti società italiane e internazionali produttrici di dispositivi elimina-code.

72. Tutored (2014), srl, Nicolò Bardi, Gabriele Giugliano e Martina Mattone. 2 Round 2015, €800k euro. Offre un servizio dedicato agli studenti universitari mettendo in contatto la domanda e l’offerta di ripetizioni private e fornendo una piattaforma online dove gli utenti possono svolgere le proprie lezioni direttamente sul sito.  Oltre 100k utenti, 400k visitatori al mese.

73. Horus (2014), srl, Saverio Murgia e Luca Nardelli, €30k crowdfunding  2015.  Dispositivo per migliorare la vita dei non vedenti che è in grado di riconoscere lo spazio intorno alla persona cieca e di dare indicazioni precise attraverso un auricolare a esso collegato.

74. MarioWay (2013), srl, Mario Vigentini, €25k dal FunkyGrant di Working Capital. Sta costruendo una carrozzina per persone paraplegiche. Uscita, 2016.

75. Xmetrics, (2014), srl, Andrea Rinaldo, ex nuotatore. €50k dal Premio Marzotto 2014 + €10k Fondazione CUOA. Dispositivo, testimonial Max Rosolino, in grado di misurare le prestazioni del nuotatore direttamente durante l’allenamento in piscina: da indossare sulla testa, ergonomico e leggero. Team: Davide Macagnano, Stefano Perego, Francesco Quartuccio ed Emanuele Vazzoler.

76. Bluewago, (2013), srl, gruppo di ricerca di Innovation Factory, venduta a Venetwork. Piattaforma web che offre una soluzione innovativa per la prenotazione e creazione di vacanze in barca e al mare.

77. Travel Appeal (2013), srl, Mirko Lalli, H-Farm. Aiuta le aziende e i territori a disegnare esperienze coinvolgenti, a facilitare la promozione, il racconto e la valorizzazione dell’offerta turistica, culturale ed enogastronomica.

78. ViaggiArt (2014) srl, Giuseppe Naccarato e Stefano Vena. Basata sugli Open Data (partnership ConfCommercio), promuove e pubblicizza il patrimonio culturale e le aziende della filiera turistica. L’app geolocalizza gli utenti e suggerisce luoghi ed eventi culturali più vicini.

79. Wanderio (2013), srl, Matteo Colò, Disheng Qiu e Luca Rossi. 2° round con Club Investimenti 2, già azionista.  E’ una piattaforma di prenotazioni online con cui puoi scegliere i mezzi di trasporto (dal taxi, ai treni al car pooling) e confrontare tariffe e orari. Vendite da luglio 2014 ad aprile 2015: oltre €400k tra fee sulla vendita di biglietteria aerea e il revenue sharing sulla vendita online di biglietteria ferroviaria.

80. Quokky (2013), srl, Filippo Veronese, programma di accelerazione Tim #Wcap. È una piattaforma cloud per la gestione e l’archiviazione online dei documenti cartacei. Scansioni i documenti con il cellulare e li archivi in modo ordinato ed efficiente; c’è uno scadenziario personalizzabile e a breve potrai eseguire pagamenti online.

81. Actions (2012), srl, Cristiano Troffei ed Enrico Cirone. L’app trasforma l’iPad in una sorta di controller evoluto per ogni software, un’estensione operativa del computer che permette di organizzare comandi e flussi di lavoro.

82. Applix (2010), srl. App di realtà aumentata. Nel 2011 è stata citata per 3 volte da Steve Jobs durante il keynote per la presentazione dell’iPad2, come esempio di ciò che le applicazioni possono rappresentare per il futuro dei device mobili.

83. BeMyEye (2011), srl, Gian Luca Petrelli. È un’app che permette alle grandi aziende di tenere monitorati i punti vendita grazie a volontari sparsi sul territorio.

84. Bewe (2011), srl, Giovanni Frera, Maurizio Ferraris, Dario Manuli Stefano Tonella. Si occupa di raccolta e analisi dati. Prodotto di punta è Roialty, in cui sono integrate tre componenti differenti: Intelligence (analisi dei dati della rete, monitoring, social metrics), dinamiche di Gamification (dinamiche di badge point, couponing) e campagne di Social loyalty.

85. Buzzoole (2013), srl, Fabrizio Perrone e Gennaro Varriale, round $1m. È la prima piattaforma italiana di Ieo (influence engine optimization) che ottimizza la presenza online degli utenti. Grazie all’algoritmo proprietario sviluppato, ti consente di identificare qualitativamente gli influencer del tuo mercato, e di generare passaparola su prodotti e servizi attraverso i trendsetter individuati, remunerandoli con offerte dedicate come sconti, test di prodotti, inviti esclusivi. Obiettivo, 1k clienti.

86. ClickMeter (2012), Davide De Guz. Sono subito volati in Silicon Valley e oggi hanno tra i clienti le poste americane e altre 70k aziende nel mondo. È un servizio online rivolto ad inserzionisti, agenzie digitali, editori e affiliati. Attraverso la gestione, il tracciamento ed il monitoraggio dei link di marketing, permette di ottimizzare i tassi di conversione.

87. Cloud4Wi, inc. Nel 2014 la startup era volata in Silicon Valley con un round di €4m da United Ventures. Si rivolge agli esercizi commerciali e utilizza una strategia all’avanguardia per permettere loro di monetizzare i servizi Wi-Fi offerti ai propri clienti, promuovendo offerte commerciali, mettendo a disposizione applicazioni e allestendo campagne marketing mirate.

88. ClouDesire (2013), srl, Paolo Lanari, Andrea Vecchi e Eddy Fioretti. Si occupa di servizi cloud per le Pmi.

89. Eggtronic (2012), srl, Igor Spinella, round €1.5m +  €1m bando Smart & Start. Produce elettronica di consumo orientata all’innovazione.

90. Ennova (2010), srl. 270 addetti (35 in Ricerca e Sviluppo). Segnalata da I3P.

91. Experenti (2014), inc e srl. Barbara Bonaventura, Michele Marzola (Business Angel) e Amir Baldissera. Si occupa di realtà aumentata.

92. FacilityLive, srl, Gianpiero Lotito. Brevetti in 42 paesi del mondo, è un motore di ricerca semantico che consente di effettuare ricerche basate sulla pertinenza e non sulla rilevanza.

93. Innaas (2013), srl, Simone Di Somma e Giuseppe Ancona, incubata in Tim #Wcap, round €100K con Tim Ventures. Si occupa di big data. Il suo algoritmo di Innaas analizza i dati e calcola uno score che supporta il management aziendale nelle decisioni.

94. Iubenda (2011), srl, Andrea Giannangelo, Carlo Rossi Chauvenet e Domenico Vele. Si occupa di dati personali, ha cavalcato l’onda lunga della Cookie Law con un boom di vendite del suo servizio privacy policy.

95. Matecat, spin-off di Translated, società leader nelle traduzioni online fondata da Marco Trombetti e Isabelle Andrieu. €2.65m nel 2014 dalla Commissione Europea per sviluppare un traduttore basato su software open source. È la piattaforme dove si carica un file in pdf e si ottiene direttamente online la traduzione.

96. Motork, fatturato di €6m. Impegnata nella certificazione della nuova figura dell’Automotive Digital Manager.

97. Nextome (2014), srl, Domenico Colucci. È un sistema di localizzazione e mappatura di persone in ambienti chiusi.

98. SpazioDati (2012), srl, round 2015 €3m al Web Summit di Dublino. Vicino a  Trento e Pisa, 2 dei centri di ricerca più avanzati al mondo nel campo del Semantic Web, dell’Intelligenza Artificiale e dell’Information Retrieval, il prodotto di punta dandelion.eu è un motore semantico per l’analisi automatica di testi, capace di analizzare testi (documenti, news, tweets, sms, ecc.) e trovare menzioni di concetti come luoghi, persone, eventi e aziende, che vengono collegati al grafo, il quale contiene a sua volta informazioni sulle entità (come le coordinate geografiche dei luoghi, la data di nascita di un artista, il fatturato di un’azienda).

99. Streamago,inc. App di streaming live made in Tiscali, ti fa interagire in diretta con i tuoi fan. L’ha usata anche Jovanotti. Come accaduto oltreoceano con Periscope e Merkaat.

100. Whoosnap (2015), srl. Enrico Scianaro. Dà ad ogni utente la possibilità di richiedere ad un altro membro della community una immagine, di un luogo o di un avvenimento particolare, in cambio di un compenso economico.


Ho finito. Sei gasato anche tu e vuoi fondare la tua startup?

Vacci con i piedi di piombo, stai molto attento e adesso leggi qui


Termino con qualche link di chi investe, incuba o mette alla prova:

Investitori (di cui sopra):

Italia) LVenture360 Capital PartnersPrincipia Sgr ex Quantica Sgr (fondo Principia II), United Ventures (Massimiliano Magrini), Italian Angels for Growth, P101, Micheli Associati, Vam InvestmentClub Digitale, Innogest SGR, LigurCapitaldPixel (Gianluca Dettori), Club degli InvestitoriComo Venture e TTVenture,  Zernike Meta VenturesTim VenturesVertis VentureFIRA (Finanziaria della Regione Abruzzo), Fabriq, un bando del Comune di Milano, Tim Working CapitalClub Italia Investimenti 2Atlante Ventures di Banca Intesa :(, TrentoRise :(, Camere di Commercio, Cerved Group, Fondazione CUOA, …

Europa) Cabot Square Capital, Merifin Capital, Highland Capital Partners EuropeFashion 22 (Paola Bonomo e Paolo Marzetti soci IAG), fondo AVM, Rocket Internet, Paolo Basilico (ceo Kairos Partner) e Roberto Condulmari, …

Incubatori:

Italia) H-FarmDigital Magics, Luiss EnLabs, I3P, Nana Bianca, Enel Lab, Innovation Factory, …

Estero) 500 Startups, YCombinator, …

Crowdfunding: SiamoSoci, Kickstarter, Indiegogo, …

Gare: Premio Marzotto, Bocconi Startup Day, Premio Edison StartMaker FaireFiware Impact, Web Summit, InnovAction LabDigital Tech SummitSVC2UK, …

Commenta per segnalarmi dimenticanze varie…

 

authorAutore: Johnny T. è sviluppatore full-stack, seo, copywriter e specialista in marketing web. In aggiunta a creare interfacce user-friendly come spediamo.it e smartfix.it ed a lanciare progetti come la segretaria virtuale, Johnny si diverte a leggere libri eccezionali e a pensare di avere ancora del tempo libero. Contattalo su LinkedIn.

lead-generation

Lead Generation

In questo video, l’amico Andrea Tonacchera spiega in uno stile un po’ vecchio il concetto nuovo che, al giorno d’oggi, se vuoi fare lead generation, cioè acquisire nuovi clienti, devi usare la SEO e la SEM per seminare in rete delle buone pagine web, che come alberi crescano (quasi) da soli fino ad avere grandi fronde, per attirare “naturalmente” sotto la loro ombra viandanti (leggi clienti) accecati dal sole (leggi offerte estemporanee) e interessatissimi all'”offerta permanente“.

Chi ha orecchi per intendere intenda…

P.S. In realtà, il suo metodo parla quasi di cicli automatizzati di direct email marketing. Secondo me sbaglia (o almeno, è una delle tante cose che devi fare in ogni caso, come sottocaso della SEM), comunque prendi l’incipit del suo video come oro colato e sostituisci tutto quello che segue con SEO e SEM.

 

authorAutore: Johnny T. è sviluppatore full-stack, seo, copywriter e specialista in marketing web. In aggiunta a creare interfacce user-friendly come spediamo.it e smartfix.it ed a lanciare progetti come la segretaria virtuale, Johnny si diverte a leggere libri eccezionali e a pensare di avere ancora del tempo libero. Contattalo su LinkedIn.

La reperibilità fuori orario fa male alla salute

Cortisolo alle stelle. L’abitudine a restare disponibili per colleghi e clienti anche oltre l’orario di lavoro aumenta lo stress mentale e fisico. Lo dimostra sul “Journal of Occupational Health Psychology” Jan Dettmers, dell’università di Amburgo. Dettmers ha seguito 130 dipendenti di aziende in settori spazianti dai trasporti all’informatica, confrontando come stavano nei giorni di stacco totale dal lavoro e in quelli in cui invece restavano reperibili per urgenze dei clienti o per problemi tecnici. Al termine delle giornate di reperibilità i lavoratori, anche se non erano stati chiamati da nessuno, sono risultati in media più stanchi e tesi, con livelli più alti di un ormone dello stress, il cortisolo. “Sembra che la sola possibilità di essere disturbati e la sensazione di non poter controllare il proprio tempo libero bastino a minare i benefici del riposo”, conclude Dettmers.

Volgarizzando al massimo il discorso sull’ormone dello stress, ieri mi sono imbattuto nel post Facebook di un mio conoscente:

reperibilità

Capisci ora cosa vuol dire trovarsi costretti ad essere sempre reperibili? Fatti aiutare, fai rispondere al tuo assistente virtuale 🙂

 

segretaria virtualeAutore: Il team di Segretariaincloud offre servizi di assistenza per privati, imprenditori, liberi professionisti e startupper. Dalla segretaria telefonica virtuale (90% più conveniente di quella tradizionale perchè abbatti i costi fissi!) che risponde a distanza a tutte le tue chiamate dalle h. 9 alle 19 notificandoti via App sms o email, allo sviluppo del business online con tutte le tecniche del Web Marketing moderno (SEO, search marketing, campagne banner, pay per click, social media marketing, spider web e direct email marketing).

Analisi SEO, perchè?

Sabato scorso (21 Nov 2015), sono stato al Traders’ Tour di Padova della rivista TRADERS.

Non so se mastichi analisi fondamentale e tecnica, comunque l’evento è solo un pretesto per parlare della tua visibilità web.

Molti ospiti:

  • Michael Zanon, del centro ricerche Diaman Tech, ha parlato degli indici che guardi quando compri in Borsa, cioè performance volatilità sharp e markowitz, e di come è meglio se usi il loro software exAnte e le probabilità condizionate;
  • Gianluigi Cesano ha raccontato di come il suo Studio G2C (Torino) usa spunti di macroeconomia per consigliare ai clienti di entrare o uscire (a proposito, se lo vuoi come consulente, prende o una fee o lo 0.8% del patrimonio gestito, contro le commissioni 5 volte tanto dei normali fondi);
  • Marco D’Ambrosio ha spiegato i vantaggi di Banca Binck;
  • Paolo Dal Negro ha publicizzato i certificates a leva fissa (7) di casa Unicredit;
  • Andrea Veller, Federazione Veneta delle Banche di Credito cooperativo, ha preso le distanze dalle spinte speculative di Unicredit, per dire che la MiFID 2 obbliga le banche a non incoraggiare strumenti finanziari complessi ma, piuttosto, scelte tranquille come obbligazioni, fondi tradizionali con cedola, ecc.;
  • Ida Pagnottella mi ha regalato chicche sulle correlazioni inusuali fra strumenti di investimento (e.s. pensi che le obbligazioni facciano davvero curve diverse dalle azioni?), utili per una composizione intelligente del portfolio;
  • Emilio Tomasini, simpaticissimo, mi ha ricordato come l'analisi fondamentale seleziona solo una lista di azioni su cui, però, è poi l'analisi tecnica che deve dire se è opportuno entrare (ci sono purtroppo incredibili società a sconto ormai da 10 anni);
  • Prof ospitante;
  • Riccardo Guidi, trader Forex, ha delineato l'attività quotidiana del trader: entrare, uscire, entrare, guadagnare, alzare lo stop loss, uscire o guadagnare, alzare di nuovo lo stop loss... insomma, come ti guadagni lo stipendio perdendo il 60% o più delle operazioni;
  • Fabrizio Bocca gli ha fatto da contrappunto con il trading sistematico.
  • C'erano altri due ospiti, ma alle ore 18 ero fuso...

Ora, ti confesso che non ho scritto questo post per consigliarti un investimento. In velocità, hai a disposizione Conti deposito, Titoli di stato, Obbligazioni, Assicurazioni, Azioni, Opzioni, futures, CW e Certificate, ETF ed ETC, Fondi: metti i tuoi soldi dove vuoi ma stai sui mercati regolamentati 🙂

Quello che mi interessava dirti è, invece, questo:

Saper fare un’analisi SEO in 15 minuti (oggetto del prossimo post) è vitale per il tuo business.

Sì, è fondamentale che anche tu la sappia fare, per capire a che punto è la visibilità web del tuo sito ma, soprattutto, quella dei tuoi concorrenti, specie quelli bravi, che devi imitare, se vuoi scalare le classifiche su Google.

Per esempio, se sei un consulente finanziario indipendente e vuoi incrementare la clientela, vai agli eventi organizzati e cerca di capire qual è il profilo che più ti somiglia.

Se, per esempio, è proprio l’ospite di sabato, Gianluigi Cesano, fatti un’analisi SEO veloce del suo sito www.g2c.it

Quella che segue è solo una bozza di analisi SEO, giusto per ragionarci sù.

Per whois.domaintools, il sito data 2009 su Aruba.

Sommario fattori on page
1. Sommario fattori on page
Fattori on page meta tag
Title non è in focus e Description è assente!
Fattori on page keyword
La grammatica non in focus e la densità non è sufficiente!
Fattori off page backlink
2. Sommario fattori off page.

I siti che ne parlano sono ancora pochi, anche se provengono dalla nicchia giusta.

Ma guarda quali sono le stime di traffico potenziale per la clientela cercata e dichiarata nel tag Title.

Stime traffico
Ogni giorno, 131 cercano su Google “consulenza finanziaria indipendente“.

Meglio ancora, se tu puntassi a “consulenza finanziaria“.

Ma qual è il posizionamento attuale del sito di G. Cesano su Google?

Rank checker del sito g2c
g2c.it è in 3° pagina per “consulenza finanziaria indipendente

La 3° pagina non è neanche male, ma con sole 131 ricerche, è troppo poco.

Direi che c’è parecchio potenziale inespresso a portata di mano…

Significa che forse G. Cesaro non ha bisogno di clienti o, se ce l’ha, se li procura offline con il passa parola, come – d’altra parte – ha fatto trapelare all’evento di sabato (ha iniziato con i suoi soldi e, solo a un certo punto, ha preso in carico altri patrimoni).

Ma significa anche che se anche tu sei un consulente finanziario, beh, di strada su Internet ne puoi fare parecchia 🙂

 

authorAutore: Johnny T. è sviluppatore full-stack, seo, copywriter e specialista in marketing web. In aggiunta a creare interfacce user-friendly come spediamo.it e smartfix.it ed a lanciare progetti come la segretaria virtuale, Johnny si diverte a leggere libri eccezionali e a pensare di avere ancora del tempo libero. Contattalo su LinkedIn.

Marketing e promozione online (lezione #0)

Attento: l’incipit è rivolto ad un libero professionista iscritto a qualche Albo professionale.


In Italia, prima del 2012, non esisteva una vera e propria libertà di fare pubblicità ai tuoi servizi. Quasi tutti gli Albi professionali avevano clausole di tipo deontologico che impedivano e sconsigliavano caldamente agli iscritti azioni persuasive di tipo pubblicitario. In ambito forense si chiama “divieto di accapparramento della clientela”. Le azioni dirette di persuasione erano proibite. Si lasciava solo libertà di informare, ma non in maniera comparativa, persuasiva o sotto forma di spot.

Con la riforma delle professioni in vigore dal 15 Agosto 2012 (che ha recepito i più recenti orientamenti dell’Autorità per la  Concorrenza e il Mercato in liberalizzazione dei tariffari e libertà di fare pubblicità), la pubblicità informativa relativa ad esercizio dell’attività, titoli, studio professionale e tariffe è ammessa «con ogni mezzo». Deve essere «veritiera e corretta», non deve violare il segreto professionale, non può essere «equivoca, ingannevole o denigratoria» (le violazioni rappresentano illecito disciplinare).

Quindi, anche per il tuo Ordine, si è aperta la concorrenza intesa in senso liberale. Essendo stato equiparato a chi opera al di fuori di un Albo nazionale, puoi fare adesso anche marketing diretto e diffondere annunci pubblicitari (la promozione individuale per mezzo di reti private, eventi, discussioni online e dibattiti oppure l’iscrizione a elenchi pubblici come Pagine Gialle, era già consentita).

pubblicità in strada
Chi non vede sui bus, manifesti per ottenere rimborsi assicurativi da sinistri o cliniche private che propongono prestazioni sanitarie a prezzi stracciati?

Grazie al Web, oggi, a costi decisamente bassi, puoi fare quello che si definisce “marketing di se stessi”, ovvero autopromozione. Puoi far conoscere i campi di specializzazione in cui hai maturato la tua specifica conoscenza (legale, fiscale, scientifica), puoi fare divulgazione (attraverso libri, studi, riviste, e articoli di carattere tecnico, scientifico, artistico, profesisonale), diffondere inserzioni e presentazioni all’interno di guide o elenchi pubblici, diffondere opinioni, esercitare consulenza gratuita via Web, puntando sul contenuto, per fare “scuola” e procurarti clienti 🙂


1. PROMUOVI IL TUO SITO WEB (SEO + SEM)

Un sito è essenziale per promuovere la tua immagine. Anche di dimensioni modeste, dedicato all’attività svolta e ben identificabile con un dominio riconoscibile e unico.

Se vuoi “farti trovare” online da nuovi clienti, la presenza sui motori (soprattutto, Google) è un vero asso nella manica. Ma come fare?

La visibilità sui motori di ricerca

Esistono tecniche (più o meno corrette) per scalare le classifiche.

I siti di successo, che si trovano nelle prime posizioni, sono stati costruiti con particolari accorgimenti e scelte di programmazione molto oculate (metatag nascosti, pagine “ombra”, file di supporto ai motori, backlink, ecc).

Buon posizionamento segretaria on line
La 1° pagina su Google significa molti clic

Gli specialisti di marketing online sono i più indicati per guidarti in queste operazioni, ma se vuoi provare da solo, ti posso elencare alcuni accorgimenti di base, alla portata di tutti.

A. Fattori on-page

Il titolo delle pagine. Il titolo delle pagine, quello che compare in alto, nella finestra del browser, è un elemento definito nel codice HTML delle pagine Web, è il tag TITLE. Per essere efficace, deve riassumere in modo chiaro e preciso i contenuti del sito, incuriosendo il navigatore che lo leggerà. Non deve superare i 100 caratteri ed è meglio se contiene almeno 3-4 parole chiave. Non sprecarlo con formule del tipo “Home Page” ecc., ma pensalo come uno slogan pubblicitario.

I meta-tag, chiave del successo. Sono righe di codice HTML da inserire nelle pagine Web e indicano al motore di ricerca alcune informazioni utili sui contenuti del sito e della singola pagina. Esistono numerose tipologie di meta-tag, i più importanti sono quelli relativi alla descrizione del sito (meta-tag Description) e alle parole chiave che vuoi associare alla singola pagina (meta-tag Keywords). Non tralasciarli mai! Il primo, infatti, fornisce una descrizione riassuntiva dei contenuti. Il secondo suggerisce al motore le parole chiave a cui associare una ricerca. Questa sequenza di termini deve catturare l’intero ambito semantico in cui si iscrive la tua attività. Ripetere le parole non serve, piuttosto conviene mettere plurali o le traduzioni in altre lingue. Infine, la quantità. Non eccedere mai oltre i 1000 caratteri, spazi inclusi.

meta tag home page segretaria on line
I meta-tag inseriti nella home page di segretariaincloud.it

Dài spazio ai testi. Un altro fattore importante per il posizionamento sono le strutture delle pagine Web (non usare frame) e il testo in esso contenuto. I testi hanno un ruolo decisivo: i motori, infatti, leggono i contenuti pubblicati sulle pagine, valutando spesso la ricorrenza delle parole o identificando il contesto semantico generale. Le descrizioni estese, per esempio dei vostri servizi, le introduzioni o i menu testuali sono elementi preziosi, talvolta indispensabili, per arricchire le pagine. E ricordati: un uso eccessivo di parte grafiche (o dell’obsoleta tecnologia Flash) limita la capacità dei motori di agganciare i termini utili alle ricerche.

Parlerò di altre tecniche SEO nei prossimi post.

In ogni caso, per l’iscrizione diretta ai motori di ricerca, segnala il tuo sito a Google alla pagina “Aggiunta/Aggiornamento di un URL“. Per Yahoo! il sistema è analogo. Quasi tutti i motori di ricerca hanno un’area per segnalare siti nuovi. In alcuni casi occorre registrarsi ai servizi del portale, in altri è libero.

Costruisci siti tematici. Per rendere ancora più forte la tua presenza sul Web, crea iniziative online su prodotti o servizi sprecifici. Facendo leva su determinati avvenimenti, come la pubblicazione di un libro, il lancio di un nuovo servizio di consulenza, oppure la conclusione di un’importante opera architettonica, di uno studio ambientale o di una ricerca di mercato, puoi creare un minisite, cioè un sito tematico che dà visibilità a quanto realizzato. Quando l’argomento riguarda i tuoi clienti, siano essi editori, società private o Pubbliche Amministrazioni, puoi informarli se non addirittura coinvolgerli. I minisite sono certamente impegnativi, in termini di tempo e risorse, ma danno un buon ritorno.

B. Fattori off-page

Parlerò di questo punto nei prossimi post. Per ora, ti basti sapere che affinchè il ranking del tuo sito salga (insieme alla posizione su Google!), è necessaria una sana attività di link-building, cioè devi procurarti presso altri siti un buon numero di link al tuo sito.

Uno dei metodi per ottenere backlink è la pubblicazione su elenchi pubblici. Fra l’altro, alcuni (pochi!) sono utili anche in termini di traffico referral.

Le Pagine Gialle sono note al pubblico nella versione cartacea, ma hanno sul Web un marchio altrettanto forte. Registrarsi offre indubbi vantaggi anche perchè, con la sinergia stabilita da Seat-Pagine Gialle con numerosi sistemi di mappe digitali, è più facile per gli utenti effettuare ricerche di tipo geografico e non più soltanto per categorie produttive e professioni. A fianco di questo servizio, esistono anche altre directory molto funzionali come, per esempio, l’annuario europeo Europages (ahi, hanno inventato un artificio per non regalarti più il backlink…), Pagine Bianche e Kompass, della stessa famiglia di Pagine Gialle, oppure Elenchi Telefonici.

mappa pagine gialle
Mappa interattiva di Pagine Gialle

Come far aggiungere il proprio nominativo a questi elenchi? Spesso è gratis, a volte no. In questo caso, l’acquisto di uno spazio è diverso da servizio a servizio ed è difficile poter comparare i prezzi. I listini sono completamente diversi. Pagine Gialle, che sicuramente rappresenta la più grande società attiva in questo campo, chiede di inviare via Web un tuo recapito e poi ti ricontatta, offrendoti una serie di opportunità realmente interessanti. Il suo network è molto ampio e ben strutturato su canali complementari: Web, guide cartacee, servizi di informazione telefonica, ecc. Su Internet restituisce tutti i dati che desideri inserire, compreso il tuo sito web e la posta elettronica, oltre a un biglietto in formato vCard da salvare sul PC.

Lascio i cenni al link-building che riprenderò esaustivamente nei prossimi post (credimi, è un’arte complessa, ma è la sola via) e passo al punto 2., non prima di dirti che per quanto concerne il punto “1. Promuovi il tuo sito Web”, puoi scaricare – se vuoi – un mio PDF vecchio di due anni fa su slideshare. Sono le slide di un corso di Web Marketing che avevo tenuto agli Uffici Marketing provinciali della Confcommercio Veneto.

2. LINK SPONSORIZZATI (PPC)

Oltre all’ottimizzazione delle pagine Web, esistono anche formule a pagamento per fare in modo che il link al tuo sito compaia nelle prime posizioni durante le ricerche. Si parla quasi sempre di Google Adwords. Il meccanismo mantiene ben separati i risultati “organici” da quelli a pagamento (solitamente posti in alto, sulla destra e in basso alle pagine che presentano le classifiche) e associa la vostra pagina a determinati argomenti o singole parole chiave scelte da voi. I costi variano a seconda della concorrenza sulle parole chiave. Si va da formule che fanno pagare soltanto per i click effettivi registrati, a quelle a numero di visualizzazioni, a tempo o in base al posizionamento nella pagina.

3. USA I SOCIAL NETWORK (SMM)

Un metodo per crearti contatti sul Web è quello dei social network. Ti iscrivi gratis, pubblichi il tuo profilo e inviti altri a unirsi al network, oppure ricerchi contatti utili al suo interno. La finalità è quella di allargare i tuoi contatti, trovare stakeholder (soggetti che rappresentano determinati interessi), magari grazie alla presentazione di persone conosciute. Il concetto, un pò grossolanamente, è la teoria dei sei gradi di separazione tra qualsiasi persona, e mira a creare una community basata sulla condivisione di conoscenze, interessi e passioni.

  • LinkedIn è impareggiabile per individuare potenziali clienti di tipo business, soprattutto se ti avvali di Premium Search quando sottoscrivi LinkedIn Premium.
  • Facebook è impareggiabile per profilare gruppi di interessi e sondare il loro appetito consumatori con semplici post di condivisione o pubblicità Facebook Ads.

4. GROWTH HACKING

Parlerò delle techiche hacking per cresce più velocemente del normale nei prossimi post. Imparerai come scansionare banche dati per creare liste di e-mail profilate da contattare, cos’è un widget acchiappa backlink da regalare ai webmaster, ecc.

5. APRI UN BLOG

Un’altra via che produce notevoli risultati in termini di visibilità è la creazione di un Blog per la pubblicazione di contenuti di qualità scritti in prima persona. Non è indispensabile: ad esempio, lo studio associato Fezzi-Chiusolo-Borali, specializzato in diritto del lavoro, ha scelto la classica strada del sito, ma suddiviso per aree. In alcune di queste, per mostrare l’autorevolezza dello studio, ha pubblicato la sintesi di alcune cause vinte e 200 risposte alle domande più frequenti sul diritto dei lavoratori. In generale, però, un blog viene indicizzato molto velocemente da Google e rappresenta un buon biglietto da visita per il tuo sito tradizionale.

Ma che cos'è un blog? È un sito che ha la forma di un "giornale personale" in cui scrivi messaggi (post) aperti al pubblico. I testi possono essere articoli, recensioni, esperienze o considerazioni personali, commenti, approfondimenti tecnici, ma anche semplici segnalazioni di altri siti, di eventi, articoli e notizie pubblicate altrove. Un blog ti richiede capacità tecniche minime per pubblicare i contenuti, poichè tutto avviene quasi completamente in automatico: basta soltanto scrivere e la piattaforma di blog restituisce il contenuto già impaginato online e sistemato in ordine cronologico. Il contenuto può essere organizzato in categorie. In home page, il primo messaggio, quello più in alto nella pagina, è sempre l'ultimo immesso in ordine di tempo.

Oggi, purtroppo, i blog sono, spesso, siti amatoriali che creano un abbondante “rumore di fondo”. Per distinguerti, adotta regole precise e, una volta cominciato, dai continuità e serietà alla tua attività divulgativa:

  • applicati nell’aggiornamento in modo da trasmettere l’idea che sei padrone delle materia trattata, che ci metti passione nel tuo lavoro e vuoi divugare contenuti utili, anche ai tuoi clienti;
  • pubblica contenuti di qualità, contribuendo a diffondere cultura scientifica, puntando anche a intrattenimento e leggerezza;
  • spingi il pubblico a partecipare, accettando le crtitiche costruttive;
  • affronta con moderazione le polemiche e le materie che compromettono i vincoli di riservatezza, la deontologia professionale e la fiducia stessa dei tuoi lettori;
  • crea rapporti con altri blogger che trattano materie simili o complementari, sviluppando rapporti di collaborazione di rete;
  • segnala eventi, avvenimenti, notizie legate alla tua materia di specializzazione o riportate presso altri servzi online.

In ambito informatica, comunicazione, marketing e giornalismo, esistono già numerosi blog di buona qualità. Sono scarsi invece i blog che trattano di economia (eccezione, Lavoce.info), architettura, diritto, medicina, consulenza d’impresa, formazione, ecc. Talvolta, è difficile mantenere in vita blog di questo tipo, ma vale la pena che provi. Se diventi un punto di riferimento online per chi cerca letture piacevoli su questi argomenti, potrebbe fare la tua fortuna. Un solo consiglio: non intraprendere questa strada se non hai margini operativi o tempo per garantire una buona qualità e neppure se non hai passione per ciò che scrivi. I navigatori sono sempre molto attenti alla bontà dei servizi e i nodi tornano presto al pettine quando non offri spunti buoni, operi in malafede o cerchi di conquistare la loro fiducia con semplici espedienti.

In definitiva, quanto è utile un blog per un professionista?

Quando ti permette di mettere in mostra una competenza specifica e diventa uno strumento per comunicare il tuo sapere, consentendoti al tempo spesso di sfruttare efficacemente la comunicazione online per costruirti una solida identità digitale. È ovvio che, una volta iniziato, dovrai publicizzarlo. Puoi inserire un link sul tuo sito web e promuoverlo anche presso i clienti. I blog hanno una buona visibilità su Google e gli altri motori di ricerca. Esistono, comunque, numerosi servizi e directory ai quali ti puoi iscrivere. Prendendo atto che Technorati è morto a Giugno 2014 e Google Blog Search dismesso nel 2011 (ma questo ping?), punta a Blog Italia, Blogger, Blog Search Engineblogitaliani.net, blogitaliani.com e altervista.

Come si crea un blog:
- WordPress è la piattaforma più famosa per il fai da te.
- Blogger è la piattaforma gratis di blogging by Google.
- Il Cannocchiale, Libero Blog, Tiscali Blog, altri portali...

Per creare il tuo blog, puoi usare sistemi differenti, tutti utili ed efficaci. In base alle competenze tecniche e alla voglia di sperimentare, esistono soluzioni di ogni tipo. La più semplice è affidarsi alle piattaforme integrate nei portali e nei servizi specializzati ( ti registri, scegli il modello, magari personalizzi, infine cominci a scrivere). Per un professionista, tuttavia, vale lo stesso discorso fatto per i domini Internet: è opportuno creare blog ben distinti, che portano un nome slegato da altri servizi e richiamano unicamente un tuo marchio. I blog realizzati con piattaforme integrate in altri portali corrono il rischio di perdere unicità e appiattire i tuoi contributi. La soluzione ottimale è allora adottare software dedicati da installare in un dominio personale: è necessario uno spazio web, magari un database, e qualche competenza tecnica in più, ma vale la pena che tenti. Un mio consiglio per qualità-prezzo? SiteGround.

Nei prossimi post, illustrerò anche un metodo empirico per mappare la blogosfera italiana. Altrimenti, come farai ad individuare tutti i blogger affini alla tua attività con cui fare guest blogging e ottenere backlink per incrementare il ranking del tuo sito, giusto? 🙂

In ogni caso, con tutti i blog in circolazione, hai bisogno di qualche metrica per capire dove stai. E io te la darò. Per esempio, ti chiedi quali siano i 500 blog italiani più citati? Risposta: BlogBalel.

authorAutore: Johnny T. è sviluppatore full-stack, seo, copywriter e specialista in marketing web. In aggiunta a creare interfacce user-friendly come spediamo.it e smartfix.it ed a lanciare progetti come la segretaria virtuale, Johnny si diverte a leggere libri eccezionali e a pensare di avere ancora del tempo libero. Contattalo su LinkedIn.